L’erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del re…

Date November 23, 2007

C’era una volta un re che diceva sempre voglio voglio e non diceva mai per favore.
Un giorno vide nel bosco un’erba con fiorellini gialli che gli piacquero talmente tanto da volerli nel proprio giardino.
“Quest’erba ha fiori molto piu’ belli di quelli del mio giardino. Non deve stare qui nel bosco. Voglio che quell’erba sia trapiantata nel mio giardino sotto la mia finestra, perche’ voglio vedere i fiorellini gialli tutte le mattine, quando mi sveglio. Voglio che il giardiniere reale venga immediatamente qui a prendere quest’erba”.
E cosi’ fu. Ma durante il trasporto dal bosco al giardino reale i fiorellini gialli si staccarono ed anche quando l’erba fu trapiantata i fiorellini gialli non crebbero.
Tutte le mattine il re apriva la finestra e guardava se nell’erba fossero spuntati i fiorellini gialli, ma non si vedevano neppure i boccioli. A nulla valse innaffiare e concimare quell’erba, i fiorellini gialli non sbocciavano. Il re indispettito fece un bando per annunciare che avrebbe nominato principe colui che avrebbe fatto crescere i fiorellini gialli. Vennero giardinieri da tutte le parti del mondo… ma nulla, anzi l’erba iniziò a seccare.
Finchè un giorno arrivò a palazzo un mago che disse al re:
“Non so se vostra maestà accoglierà il mio consiglio. Bisogna chiedere sempre “per favore” all’erba affinché cresca e non bisogna mai dire “voglio” in sua presenza, nè all’erba, nè a nessun altro. Non appena l’erba sente “voglio”, smette di crescere, anche se sta nel giardino del re.”
Allora il re fece un atto di umiltà pur di raggiungere il suo scopo; pregò con cortesia l’erbetta perché rinascesse e così fu… Pareva che il re fosse cambiato a forza di sentirgli dire per favore all’erbetta… macchè diventò sempre più volitivo in tutto il resto!
S’ immischiava in traffici internazionali di armi, entrò nella loggia massonica P2 e ben si destreggiava tra loschi affari ed intercettazioni telefoniche. Era sempre impelagato in qualche gran can can, spadroneggiava tra ozi e vizi ostentando prosopopea e false virtù. Era inviso a tutti perché sprezzante nei modi, volgare nel linguaggio, arrogante per la forza della sua ascendenza. Diventò pure bugiardo e non manteneva più la parola data. Parlava di beneficenza, ma in verità era amante del lusso, del gioco e delle donnine. Insomma calpestava ogni cosa ovunque mettesse piede, soprattutto l’orgoglio nazionale di un popolo che aveva di certo pagato più di lui gli errori del passato. Così l’erba dai fiorellini gialli seccò… e questa volta per sempre. Si rifiutò di accogliere le richieste pressanti di quel re avido e poco nobile di animo e di cuore, che fu disconosciuto dagli stessi suoi pari perché più simile ad un bambino capriccioso che ad un re senza macchia e senza paura.
Si racconta che da quel giorno nel bosco nacquero spontaneamente migliaia di fiorellini gialli e si sentì riecheggiare nel vento un coro di vocine squillanti e allegre che cantavano “Ridi ridi, tu che re non sei !”.

5 Responses to “L’erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del re…”

  1. belinchepatta said:

    Question time ti riferisci a Silvio I o a Vittorio Emanuele IV , perchè è passata cosi tra le notizie ma il Savoia con la sua richiesta danni per l’esilio l’ha sparata grossa e Silvio di rimbalzo ha fondato un nuovo partito (strani casi e coincidenze)

  2. belinchepatta said:

    consiglio a tutti l’Erba di Grace !!!

  3. skip said:

    a colui che crede di essere un esimio discendente dei Savoia

  4. bataglia said:

    Chissà se la favola vale anche per tutte le cariche elettive ?

  5. skip said:

    l’ho scritta pensando al re…ma in effetti è suiscettibile di diverse interpretazioni

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